La mia personale opinione è che alla tragedia di una vita spezzata eppure non definitivamente terminata, l'ostinazione del padre (che ha scritto pure un libro sulla vicenda) e la ricerca del forzato consenso da parte della legge, con il balletto che osserviamo da mesi, stia aggiungendo tragedia alla tragedia, dolore al dolore. Se è veramente sicuro in tutta onestà e coscienza che la figlia abbia espresso il parere che ha espresso, ovvero quello di non voler mai vivere in nessun caso come un vegetale, perché non ha terminato la vita della figlia, come senza pubblicità fanno alcuni, assumendosi poi tutte le responsabilità del gesto? Così facendo, invece, ha anteposto la legge alla volontà della figlia che è stata costretta per più di un decennio a vivere in condizioni non scelte, poiché a quanto pare esplicitamente negate da lei stessa.
Il padre ha risposto a Fazio qualche settimana fa: "credo che la libertà sia libertà all'interno delle leggi, dell'essere cittadini", accompagnato dai relativi applausi. Questa che chiamerei con Chomsky “religione di Stato” è una profonda aberrazione dell'esser uomini, poiché la morale, la nostra coscienza dovrebbe essere superiore ed al di là di qualsiasi legislazione umana. Non possiamo considerare il nostro agire etico derivante ed avente fondamento nelle leggi della società, altrimenti ci percepiremmo come marionette in mano a società e leggi. La libertà è l'autonomia, l'emancipazione dall'essere cittadini pur essendo cittadini ed è responsabilità in quanto la legge morale, come affermava Kant, scaturisce da noi e nient'altro che da noi stessi.
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da:
Il rapporto a firma John Dugard [nella foto], sudafricano, docente in legge , ispettore speciale sui diritti umani nei Territori palestinesi per conto delle Nazioni Unite, rappresenta una delle critiche più potenti in 40 anni di occupazione da parte di Israele.

